

Un'orchestra in smoking e nell'aria i suoni e le atmosfere di un decennio fra i più felici
del nostro secolo.
Ogni sera si rinnova il magico rito che ci restituisce l'idea di un mito eterno. Il suo confronto con la stessa ragione di essere: da un lato il popolo, dall'altro chi lo governa. Tutti nel contempo artefici e vittime di un tradimento commesso per amore da chi "vive per la morte" e il cui ruolo si compirà solo quando, abbandonata la veste istituzionale di custode di un sodalizio di vita, offrirà e procurerà per sé la morte.
Un mito eterno per un popolo che ancora oggi non ha smesso di subire il proprio martirio ma ha visto moltiplicarsi la serie di martìri diretti o indiretti: si continua a morire perché altrove, in questa terra, è deciso così. Non cercate di trovare segni in questa messinscena, né confronti con epoche, fasi storiche: c'è l'eterno, intramontabile senso di angoscia per una umanità che da sempre elegge i propri messia per poi mandarli al martirio, crea i propri miti per poi distruggerli, professa la propria ideologia per prontamente rinnegarla.
Mi piace dedicare questo lavoro alla memoria di Salvatore Romeo, cha ha ispirato tutte le tappe della mia crescita personale e artistica.
Massimo Romeo Pìparo
Nel 1994 in riva allo stretto di Messina, un gruppo di giovani provenienti da diverse esperienze (a quei tempi ancora somiglianti più ad “ambizioni” che a vere e proprie esperienze) si riunisce attorno alla comune passione per il Teatro e la Musica.
Nasce un esperimento, a metà tra un concerto e quello che oggi chiameremmo “show case”, spinto dal coraggio misto ad incoscienza dell’allora ventiseienne attore Massimo Romeo Piparo. Contro ogni aspettativa e contro il parere di tutti, furono investiti i risparmi di quegli anni (20 milioni di vecchie lire), per noleggiare un Teatro da 450 posti, la necessaria tecnologia per audio-luci-video, il tutto arricchito dall’entusiasmo irripetibile di un gruppo di siciliani: nasce la prima edizione di un Musical anglosassone in lingua originale e con orchestra dal vivo che il Teatro italiano conosca: Jesus Christ Superstar.
L’eco vola fino a Milano dove un altro allora giovanissimo appassionato gestore di Teatro (Gianmario Longoni del famoso Smeraldo) decide di offrire una vetrina così importante a questa esperienza “made in Sicily” dal sapore europeo.
Troppo importante, troppo onerosa, la vetrina va riempita con un prodotto all’altezza: è la prima volta che una produzione italiana porta in Italia il genio di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, quelli –tra gli altri- di Evita, The Phantom of the Opera, Cats.
Il Teatro di Messina concorre a creare un allestimento all’altezza dell’appuntamento, il gruppo si arricchisce, la convinzione cresce.
Un viaggio a Londra del giovane Piparo porta a casa un risultato inaspettato: il mitico produttore David Land, responsabile della Robert Stigwood Org. e per conto della Really Useful Group (la multinazionale del Musical di Sir. Andrew Lloyd Webber che da quel giorno vedrà rappresentato ogni anno in Italia un proprio lavoro) firma un contratto di licenza esclusiva per l’Italia a rappresentare l’Opera: in inglese, con orchestra sul palco e sopratitoli in italiano. Alla conferenza Stampa milanese di presentazione, un giornalista con caustica ironia pone la prima domanda: “Come avete fatto voi siciliani con la lingua inglese?”.
Marzo 1995: il Teatro Smeraldo esplode di pubblico. L’entusiasmo dilaga. Il Musical in Italia dal sapore internazionale non è più solo d’importazione.
L’indimenticabile Pietro Garinei dal Sistina di Roma chiede un incontro con Piparo: si aprono a Maggio le porte del Tempio del Teatro Musicale italiano. Il 1995 diventa un anno importante per il Musical italiano.
Ci crede Giovanni Vernassa al Verdi di Firenze, Bartolomeo Pinto al Teatro Team di Bari, Claudia Spoto al Colosseo di Torino, Savina Savini al Politeama di Genova, Nino Mazza al Metropolitan di Catania e via via tantissimi altri.
Alla tradizione italiana della Commedia Musicale all’italiana si affianca finalmente una ventata di West End e Broadway che per 15 anni ha contagiato e sensibilizzato il pubblico italiano e fatto proliferare esperimenti e investimenti in questa direzione.
L’anno 2000 segna una svolta epocale per Jesus Christ Superstar che viene inserito nelle manifestazioni uffciali del Santo Giubileo dell’anno 2000: per la prima volta nella Storia di questa Opera Rock, un riconoscimento ufficiale dalla Chiesa.
L’entusiasmo arriva fino a Los Angeles e cattura il mitico Giuda del film, Carl Anderson: l’ultima apparizione della sua vita - prematuramente strappata quel triste 23 Febbraio del 2004 - la fa sui palcoscenici italiani nei panni di Giuda proprio in questa produzione. Il “Jesus” italiano entra nel mito. Mai prima di allora in Italia un protagonista internazionale di un film culto aveva preso parte ad una produzione dal vivo.
Adesso il Musical è una solida realtà. Un mercato divenuto appetibile a livello internazionale, fucina di artisti e di grandi talenti. Tutti italiani.
1995-2010: Auguri JESUS CHRIST SUPERSTAR!